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C’è un’immagine che racconta bene il Laos di oggi. Un treno elettrico attraversa le montagne del nord a 160 km/h. A pochi chilometri dai binari, un pick-up arranca nel fango di una strada provinciale, con i passeggeri aggrappati ai sedili.
La ferrovia Laos-Cina è una delle opere più imponenti mai costruite nel Sud-est asiatico. Molte strade secondarie, invece, sembrano rimaste a qualche decennio fa. Te ne accorgi appena ti allontani dal corridoio che collega Vientiane al confine cinese di Boten e poi fino a Kunming. Il paese ha fatto un salto enorme, ma non è riuscito a portarsi dietro tutto il territorio.
Cosa sapere in breve sulle strade del Laos
Se ti muovi tra Vientiane, Vang Vieng e Luang Prabang, oggi è facile. Treno e autostrada hanno ridotto i tempi a una frazione di quelli di qualche anno fa. Se invece vuoi raggiungere Nong Khiaw, Phonsavan, Sam Neua o il sud, devi ancora mettere in conto lunghe ore su strada. Nella stagione delle piogge si aggiungono ritardi e qualche frana. Il Laos è più connesso di prima, ma resta un paese da attraversare con calma.
Cosa hanno cambiato la ferrovia e l’autostrada
La ferrovia Laos-Cina è stata inaugurata il 3 dicembre 2021. Il tratto laotiano va da Boten a Vientiane e misura poco più di 400 chilometri. Le stazioni principali per chi viaggia sono Vientiane, Vang Vieng, Luang Prabang, Muang Xay, Luang Namtha e Boten.
I treni veloci collegano Vientiane a Luang Prabang in circa due ore, mentre Vang Vieng è a un’ora dalla capitale. Prima, con il bus, per la stessa tratta serviva un’intera giornata. Da Vientiane parte anche il treno diretto per Kunming, in Cina, che impiega circa dieci ore.
I numeri dicono molto. A fine marzo 2026 l’intera linea, contando anche il tratto cinese, aveva superato i 70 milioni di viaggi passeggeri. Per le città sul tracciato l’effetto si è visto subito. Luang Prabang è diventata raggiungibile in giornata dalla capitale, e a Vang Vieng sono spuntati alberghi e guesthouse a ritmo continuo.

C’è anche una novità che interessa chi arriva dalla Thailandia. Dal luglio 2024 un treno notturno diretto collega Bangkok alla stazione di Khamsavath, alla periferia di Vientiane, in poco meno di dodici ore. Da lì puoi proseguire verso nord senza mai salire su un bus.
L’altra grande novità è l’autostrada tra Vientiane e Vang Vieng, la prima del paese. È aperta da dicembre 2020 e ha ridotto il viaggio da circa tre ore e mezza a un’ora. È a pedaggio e la usano soprattutto minivan e auto private.
Il governo vuole prolungarla fino a Luang Prabang e poi fino a Boten. Per il tratto verso Luang Prabang sono stati completati i rilievi, ma i lavori non sono ancora partiti. La data indicata per completare tutta l’opera è il 2030. Per adesso, oltre Vang Vieng, si viaggia sulla vecchia Route 13 tra curve e salite.
Treno e autostrada, però, coprono solo una striscia del paese. La ferrovia si ferma a Vientiane, quindi tutto il centro e il sud ne restano fuori. Anche al nord basta allontanarsi di qualche decina di chilometri dalle stazioni per tornare al Laos di sempre.
Perché le strade del nord restano difficili
Il quadro generale lo dà la Banca Mondiale. Secondo i suoi dati, in Laos solo il 15% della rete stradale è asfaltato. Il 40% delle strade asfaltate è in cattive condizioni. Un altro 40%, quello delle strade sterrate, nella stagione delle piogge diventa impraticabile.
Al nord il problema si somma alla geografia. La maggior parte del territorio è montuoso, le strade seguono le valli e salgono per decine di tornanti. Con la ferrovia è cresciuto anche il traffico di camion pesanti, spesso sovraccarichi, che consumano l’asfalto più in fretta di quanto si riesca a ripararlo.

Poi c’è il clima. Nel luglio 2025 le piogge della tempesta Wipha hanno provocato alluvioni e frane in diverse province del nord, tra cui Xieng Khouang, Houaphanh e Luang Prabang. Per giorni alcune zone sono rimaste isolate. Non è un caso isolato, perché ogni stagione delle piogge porta qualche strada interrotta.
Il tema resta d’attualità anche in politica. A ottobre 2026 diversi deputati hanno chiesto al governo di accelerare le riparazioni di strade nazionali e secondarie e di migliorare gli accessi ai siti turistici. Sui tempi di realizzazione, però, nessuno si sbilancia.
Come arrivare alla Piana delle Giare e a Phonsavan
Nessun posto racconta questa contraddizione meglio della Piana delle Giare. Si trova vicino a Phonsavan, nella provincia di Xieng Khouang, ed è patrimonio UNESCO dal 2019. Migliaia di giare di pietra sono sparse sugli altopiani, e ancora oggi nessuno sa con certezza a cosa servissero.
La ferrovia non passa da queste parti. Da Luang Prabang a Phonsavan servono circa sette-otto ore di strada. Si scende lungo la Route 13 fino a Phou Khoun e poi si prende la Route 7 verso est. Da Vang Vieng il tempo è simile, mentre da Vientiane devi contare una giornata intera di bus. Da Phonsavan parte anche la Route 6 verso nord, per Sam Neua e le grotte di Vieng Xai. Sono altre otto ore abbondanti di curve.
L’alternativa è il volo. L’aeroporto di Xieng Khouang è rimasto chiuso per lavori da ottobre 2024 a giugno 2025. Ora è di nuovo operativo, con voli da Vientiane di circa mezz’ora. Non partono tutti i giorni, quindi conviene controllare le frequenze prima di costruire il resto del viaggio.
Il sud del Laos, strade lunghe ma più semplici
Al sud il paesaggio cambia e cambiano anche le strade. Qui comanda la Route 13 Sud, che scende lungo il Mekong da Vientiane fino al confine con la Cambogia. È quasi tutta in pianura, quindi niente tornanti e meno frane. Il problema sono le distanze e alcuni tratti pieni di buche.
Da Vientiane a Pakse ci sono quasi 700 chilometri. Il bus notturno con le cuccette impiega dieci-dodici ore, mentre il volo interno dura poco più di un’ora. Lungo il percorso puoi fare tappa a Thakhek, a circa sei ore dalla capitale, e a Savannakhet. Thakhek è anche il punto di partenza del Loop, il giro in moto di tre o quattro giorni tra grotte e villaggi.

Pakse è la base per tutto il sud. In circa un’ora arrivi a Champassak e al Wat Phou. In poco più di un’ora sali sull’altopiano di Bolaven, tra piantagioni di caffè e cascate. Per le 4000 isole servono circa due ore e mezza fino al molo di Nakasang. Se arrivi dalla Thailandia, Pakse si raggiunge anche via terra da Ubon Ratchathani, passando la frontiera di Chong Mek.
Come organizzare il viaggio in Laos tenendo conto delle strade
Lungo il corridoio ferroviario puoi muoverti in libertà. Il treno è comodo e costa poco, e ormai i biglietti si comprano anche online. L’unica accortezza è prenotare qualche giorno prima, perché nei periodi di punta i posti finiscono in fretta.
Appena esci dai binari le cose cambiano. Al nord la meta più amata è Nong Khiaw. Da Luang Prabang ci vogliono circa tre o quattro ore di minivan. Da lì Muang Ngoi è a un’ora di barca lungo il Nam Ou. Luang Namtha invece ha la sua stazione, ma si trova a una ventina di chilometri dalla città. Per i trekking nella zona il treno ti fa risparmiare parecchio tempo.
In queste zone i mezzi pubblici sono bus VIP, minivan e songthaew. Funzionano, ma sono lenti e spesso partono solo quando sono pieni. Su tratte come Luang Prabang-Phonsavan o Phonsavan-Sam Neua fanno una grossa differenza un’auto privata con autista e la possibilità di fermarti dove vuoi.
I tempi che trovi online vanno sempre presi con un po’ di margine. Una frana, un camion in panne su un tornante o un lavoro in corso possono allungare il viaggio di qualche ora. Nella stagione delle piogge, da giugno a ottobre, questo succede più spesso. Agosto e settembre sono i mesi più delicati.
È proprio qui che un buon itinerario cambia il viaggio. Collaboriamo con un’agenzia locale che conosce il Laos da anni e sa quali strade sono percorribili in ogni stagione. Se ci dici quanti giorni hai e cosa vuoi vedere, prepariamo un itinerario su misura che unisce treno, voli interni e trasferimenti privati. Così eviti le tratte inutili e non resti bloccato in un bus per una giornata intera.
In ogni caso evita i programmi troppo stretti, soprattutto se hai un volo internazionale da prendere a fine viaggio. Lascia sempre un giorno di margine prima della partenza. Fuori dai binari il Laos resta uno dei paesi più autentici del Sud-est asiatico. Arrivare in certi posti con un po’ di fatica fa ancora parte del suo fascino.