Wat Si Muang, dove tutto ebbe inizio

wat si muang in laos

Andiamo oggi alla scoperta di un tempio spesso non tra le prime mete turistiche, messo in secondo piano da luoghi più famosi come il PhaThat Luang oppure il Patuxai. Eppure il piccolo tempio di cui stiamo parlando, il Wat Si Muang ha da raccontare molto, risultando un vero e proprio cantore della Storia laotiana.

Inoltre, essendo questo tempio molto amato e frequentato dai laotiani, visitandolo potrete avvicinarvi maggiormente alla popolazione locale, partecipando ad una vera e propria manifestazione d’affetto collettiva. Una delle cause dell’amore degli abitanti di Vientiane per questo luogo risiede nella leggenda che lo circonda, una leggenda di sacrificio.

La storia e la leggenda del Wat Si Muang

Costruito nel 1563 da re Setthathirat, lo stesso re che ordinò la costruzione del Golden Stupa, il Wat Si Muang si trova nei pressi dell’ingresso orientale al centro della capitale, lungo la strada che porta al Friendship Bridge ed al confine con la Thailandia. Per essere più precisi questo tempio, chiamato anche Simuong o Wat Simuang, è situato in via Thadeua nei pressi della congiunzione delle vie Setthathilath e Samsenthai.

Distrutto nel 1828 nel corso di un’invasione siamese, ricostruito dai francesi nel 1915 e rinnovato nel 1956, il Wat Si Muang giace sui resti di un antico tempio induista di epoca khmer dove, secondo i laotiani, risiede lo spirito protettore di Vientiane. Questo spirito sarebbe quello di una ragazza di nome Nang Si, che secondo la leggenda venne sacrificata al momento della costruzione del tempio come rito propiziatorio. Dopo che il sacrificio ebbe luogo il tempio venne dedicato alla ragazza e nel punto dove la sfortunata perse la vita venne posto un pilastro chiamato LakMuang, che secondo la tradizione rappresenterebbe uno dei pilastri fondanti la città.

La leggenda continua dicendo che proprio da qui prese avvio la crescita territoriale di Vientiane. Il Lak Muang è visibile ancora oggi, adornato da una statua raffigurante Buddha, nel retro del Wat Si Muang, nel punto dove si trovano anche i resti dell’originario tempio khmer. All’interno del Wat Si Muang troverete una copia del Buddha di Smeraldo ospitato nel Pha Kheo di Bangkok. I legami con la Thailandia di questo piccolo tempio laotiano sono molteplici, lo stesso Lak Muang, è tipico di molti templi thailandesi, sempre come luogo in cui sono ospitati spiriti protettori. I rimandi alla Thailandia del Wat Si Muang sono anche architettonici, basti osservare il tetto del tempio. Interessante anche la piccola statua raffigurante un Buddha seduto, sopravvissuta alle distruzioni del 1828. Secondo gli abitanti locali essa avrebbe il potere di esaudire desideri in cambio dei quali andranno poi offerti cestini di frutta, fiori, incenso e candele.

I dintorni del tempio

Nei pressi del tempio sorge un piccolo parco pubblico, dove può essere ammirata una statua del re Sisavang Vong, il cui regno durò dal 1904 al 1959. Il sovrano è rappresentato con una mano alzata mentre nell’altra tiene un libro, probabilmente il primo codice di leggi laotiano. La statua non ha una targa commemorativa in quanto, secondo alcuni, quella esistente venne strappata nel 1975 quando il popolo laotiano insorse contro la monarchia.

Una visita al Wat Si Muang è un interessante modo per conoscere la Storia di Vientiane e del Laos, meglio ancora se fatta in novembre. In questo mese, infatti, si tiene il BounThat Luang Festival, un’importante celebrazione religiosa della durata di tre giorni che ogni anno prende avvio proprio dal Wat Si Muang con la processione di un castello di cera.

Le visite al Wat Si Muang possono essere fatte ogni giorno della settimana dalle 6:00 alle 19:00, il costo del biglietto d’ingresso è di 3000kip, mentre è gratuito per i laotiani.

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